La revisione in materia è la risposta, ma formalmente non un controprogetto, alle due iniziative popolari sull'acqua potabile e per il divieto dei pesticidi. Stati e Nazionale hanno già adottato le rispettive raccomandazioni di voto, entrambe negative.
Le due proposte di modifica costituzionale sono tuttavia state spesso citate. Il Parlamento vuole infatti che il progetto sia discusso e approvato ancora durante questa sessione.
Il disegno di legge vuole regolamentare in modo più severo l'uso dei pesticidi e ridurre i rischi per gli esseri umani, gli animali e l'ambiente. L'obiettivo è diminuire il consumo di pesticidi tagliando i rischi del 50% entro il 2027. Se a quel momento ne rimarranno di "inaccettabili", il Consiglio federale potrà intervenire.
Un secondo asse concerne la protezione delle acque; oggi le discussioni si sono concentrare su questi aspetti. La legge prevede che un'autorizzazione debba essere riesaminata se i valori limite per i prodotti fitosanitari o i biocidi sono ripetutamente e ampiamente superati nelle acque da cui si attinge acqua potabile o nelle acque superficiali.
In futuro, potranno inoltre essere utilizzati solo prodotti fitosanitari il cui impiego nelle acque sotterranee non comporti concentrazioni eccessive di principi attivi e prodotti di degradazione nel settore d'alimentazione delle captazioni dell'acqua potabile. In terzo luogo, la riforma mira anche a ridurre in modo vincolante le eccedenze di fertilizzanti, in particolare azoto e fosforo.
L'obiettivo è diminuire "in maniera adeguata" le perdite di azoto e fosforo dell'agricoltura rispetto al valore medio degli anni 2014-2016. Il Consiglio federale dovrà fissare degli obiettivi di riduzione. Per farlo dovrà consultare le cerchie interessate.
La camera ha in seguito approvato una mozione che chiede risorse supplementari per ricerca. Se si vuole limitare l'impiego di prodotti fitosanitari e vietare determinati principi attivi, occorre infatti trovare alternative applicabili a livello pratico.