Rispondendo per iscritto a un quesito di Céline Amaudruz (UDC/GE) nel quadro della tradizionale "Ora delle domande", il Governo ha ricordato come durante la situazione straordinaria della scorsa primavera aveva ordinato la sospensione dei termini per la raccolta delle firme (dal 21 marzo al 31 maggio). Questa decisione era stata motivata anche dal fatto che i lavori dell'Assemblea federale erano stati interrotti.
Oggi la situazione è differente: la sessione invernale è tuttora in corso e la votazione popolare del 29 novembre ha avuto luogo regolarmente. Dato che una sospensione dei termini implica necessariamente il divieto di raccogliere firme per tutta la sua durata, tale misura "costituirebbe una grave violazione dei diritti politici" e deve pertanto essere considerata solo come "ultima ratio".
Se si dovesse sospendere la raccolta delle firme, non si potrebbe inoltre avviare immediatamente un referendum contro le decisioni prese dall'Assemblea federale nella sessione in corso. Per tutte queste ragioni l'esecutivo ritiene che l'attuale situazione sanitaria non richieda una nuova sospensione dei termini.