(ats) Il riconoscimento delle competenze linguistiche di coloro che esercitano una professione medica universitaria va facilitato e reso gratuito. Lo ha chiesto il Consiglio nazionale approvando, con 153 voti contro 29 e 4 astenuti, una mozione dell'ex consigliere nazionale Marco Chiesa (UDC/TI), ora "senatore", e ripresa da Piero Marchesi (UDC/TI).

L'atto parlamentare è pensato soprattutto per i ticinesi che si laureano in medicina in un ateneo oltre San Gottardo. Ad esempio il medico nato e cresciuto a sud delle Alpi, che ha studiato e magari anche lavorato a Zurigo e che volesse poi esercitare in Ticino, deve far iscrivere nel registro delle professioni mediche le sue conoscenze di italiano.

A seguito delle sollecitazioni del cantone, già nel marzo 2018, l'Ufficio federale della sanità pubblica aveva ammesso che per l'annuncio di una lingua madre basta un'autocertificazione. Tuttavia per la verifica delle conoscenze del titolare del diploma e la loro iscrizione nel registro viene riscossa una tassa compresa tra 50 e 100 franchi.

L'esame e l'iscrizione delle conoscenze linguistiche causano un onere notevole alla Commissione delle professioni mediche, ha replicato il consigliere federale Alain Berset. Una rinuncia generalizzata agli emolumenti non è quindi giustificabile, ha aggiunto, invano, il ministro della sanità.

L'atto parlamentare passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati.