Le disposizioni attuali risalgono al 1990, ma le linee principali erano già state definite nel 1972. La legislazione non è insomma più al passo con i tempi, ha sostenuto Carlo Sommaruga (PS/GE) a nome della commissione. Una revisione del diritto della locazione, ha però avvertito il ginevrino, può riuscire solo se tiene conto sia degli interessi del locatore sia di quelli dell'inquilino.
Il Consiglio federale si è detto pronto a affrontare la questione. Il ministro dell'economia Guy Parmelin non ha però nascosto le difficoltà: le posizioni sono talmente cristallizzate che è praticamente impossibile anche fare solo piccoli aggiustamenti tecnici.
L'esecutivo, ha proseguito Parmelin, è comunque già al lavoro: è stata lanciata una procedura di discussione che permetterà di identificare le esigenze delle parti che sfocerà in una tavola rotonda. Questa procedura è indipendente dalla mozione discussa oggi, ma la sua adozione permetterà di dargli maggior peso.
Alcuni "senatori" hanno espresso dubbi sulla possibilità di trovare una soluzione. Il Consiglio nazionale aveva infatti bocciato lo scorso anno una mozione simile a quella adottata oggi. Aveva invece accettato tre iniziative parlamentari di Olivier Feller (PLR/VD) e Philippe Nantermod (PLR/VS) che chiedono di modificare il diritto della locazione.
Il vodese vorrebbe disciplinare per legge i criteri che consentono di determinare se una pigione è abusiva, il vallesano fare in modo che le disposizioni relative alle pigioni abusive venissero applicate solo in caso di penuria di alloggi. Queste iniziative sono tutte state bocciate oggi tacitamente dagli Stati.
La mozione della sua Commissione degli affari giuridici passa ora al vaglio del Consiglio nazionale.