(ats) La riforma del diritto successorio grazie alla quale si vuole tener meglio conto delle nuove situazioni familiari è pronta per le votazioni finali. Il Consiglio nazionale si è tacitamente allineato oggi agli Stati su una disposizione concernente i coniugi e i figli e sull'idea di non introdurre una regola transitoria.

Il punto maggiormente controverso tra le due Camere riguardava la possibilità per i coniugi, prevista dalla legge attuale, di stipulare un contratto in base al quale viene ceduto al partner, in caso di morte, più della metà di quanto legalmente stipulato. Il Consiglio nazionale finora aveva sempre ribadito di voler lasciare le cose come stanno. Secondo i "senatori" e il Governo, agendo in tal modo si può arrecare pregiudizio ai figli. Per questo hanno voluto chiarire la questione nella legge.

Questa soluzione favorisce il coniuge superstite, il che corrisponde apparentemente al desiderio della maggior parte dei testatori, ha sottolineato Laurence Fehlmann-Rielle (PS/GE) a nome della commissione. Le conseguenze pratiche sono marginali, ha aggiunto.

La Camera del popolo ha pure rinunciato a introdurre una regola transitoria nel diritto delle successioni. Occorre applicare le stesse regole per i vecchi e i nuovi testamenti, ha rilevato ancora Fehlmann Rielle. A suo avviso, la norma proposta garantisce la certezza giuridica per il passato e per il futuro, mentre una disposizione transitoria sarebbe fonte di incertezza.

Attuali norme hanno più di 100 anni

La revisione del diritto successorio si è resa necessario perché le attuali norme hanno più di 100 anni e non corrispondono più alle moderne relazioni e strutture familiari. Attualmente i figli, il coniuge o il partner registrato e in alcuni casi anche i genitori hanno diritto a una quota minima della successione. Al centro della revisione vi è la riduzione di queste porzioni legittime attribuite per legge ai discendenti, nonché la soppressione di quella dei genitori. In questo modo il testatore può disporre più liberamente del suo patrimonio, ad esempio beneficando in misura maggiore il partner di fatto o i suoi figli.

Altri cambiamenti sono imposti dalla pratica degli ultimi decenni. Se una persona muore durante una procedura di divorzio o di scioglimento dell'unione domestica registrata, in linea di massima il superstite non deve avere diritto alla porzione legittima. Il Consiglio nazionale ha specificato che in questi casi le quote obbligatorie si applicano come se il testatore non fosse sposato. Gli Stati hanno tacitamente seguito questa proposta.

Come detto ora il dossier è pronto per le votazioni finali.