(ats) Bisogna rafforzare il ruolo di sorveglianza del Parlamento sull'Amministrazione federale permettendo, all'occorrenza, l'istituzione di una delegazione straordinaria di vigilanza che permetta di chiarire gli eventi di vasta portata. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale. In settembre gli Stati avevano invece bocciato il progetto.

L'Assemblea federale esercita attualmente la sorveglianza sul Consiglio federale e sull'amministrazione tramite le commissioni della gestione e delle finanze delle due Camere. Nei casi più eclatanti, essa può istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI), ciò che avviene però rarissimamente vista la pesantezza delle procedure attuali, ha ricordato Marie-France Roth Pasquier (PPD/FR) a nome della commissione.

Con la riforma, le quattro commissioni di sorveglianza attuali potrebbero istituire una delegazione di vigilanza straordinaria in caso di eventi di grande portata sui quali è indispensabile fare piena luce. La delegazione avrebbe gli stessi diritti all'informazione di una commissione parlamentare d'inchiesta.

Quest'ultimo strumento di controllo non sarebbe abolito. Il progetto prevede inoltre di limitare i diritti di partecipazione del Consiglio federale nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla futura delegazione di sorveglianza straordinaria.

Gli Stati in settembre avevano bocciato l'entrata in materia ritenendo il dispositivo attuale di alta vigilanza parlamentare è sufficiente ed adeguato. Oggi il Nazionale ha invece deciso - tacitamente - di non voler archiviare il progetto, che torna pertanto alla Camera dei cantoni.