Dal 2018, la RFA fattura gli esami preventivi che effettua. Tale decisione, secondo Hess, non è efficace e rischia di nuocere alla prevenzione dell'alcolismo.
Queste valutazioni permettono di evitare che vengano diffuse pubblicità illegali, ciò che contribuisce a rafforzare la prevenzione e a proteggere la gioventù, ha spiegato Christian Levrat (PS/FR) a nome della commissione. Rendendo paganti tali test, l'industria degli alcolici rischia di rinunciare a far verificare i suoi progetti per motivi di tempo e di denaro.
La nuova prassi consente di frenare la richiesta di esami preventivi, che è esplosa in questi ultimi anni, ha giustificato, invano, il ministro delle finanze Ueli Maurer. L'industria pubblicitaria potrebbe anche effettuare essa stessa questo esame: i criteri per la pubblicità ammissibile sono chiaramente stabiliti, ha sostenuto il consigliere federale. Insomma, "chi sostiene dei costi dovrebbe anche pagarli".