(ats) In apertura della sessione primaverile delle Camere federali, il Consiglio nazionale ha osservato un minuto di silenzio in solidarietà con l'Ucraina. "Condanniamo questa invasione non provocata di uno Stato europeo sovrano e pacifico nei termini più forti possibili", ha detto la presidente della Camera del popolo Irène Kälin (Verdi/AG).

"La gioia di iniziare una sessione senza maschera e senza plexiglass è certamente offuscata dalla sofferenza in Ucraina". Quello che speravamo tanto non accadesse si è avverato: la guerra sul suolo europeo, ha affermato Kälin.

La neutralità e i buoni uffici della Svizzera sono una forza del nostro Paese, ma essere neutrali "non significa rimanere in silenzio, significa schierarsi incondizionatamente a favore della pace, dei diritti umani e internazionali", ha ancora affermato la presidente della Camera del popolo, alla presenza, nelle tribune del Nazionale, dell'ambasciatore ucraino a Berna Artem Rybchenko.

"Se ci nascondiamo dietro i buoni uffici, se rimaniamo un'isola in Europa con poche sanzioni, allora non siamo neutrali ma dalla parte sbagliata della storia", ha sostenuto Kälin. Significherebbe fornire assistenza a un governante che si fa beffe del diritto internazionale e che non si cura dei valori per cui l'Europa unita ha lottato negli ultimi decenni. La Svizzera è firmataria delle Convenzioni di Ginevra, che costituiscono il cuore del diritto internazionale umanitario, ha ancora ricordato l'argoviese.

Kälin ha poi chiesto di "aprire le braccia e il cuore alle nostre sorelle e fratelli ucraini in fuga". Le parole devono però essere seguite da azioni ancora più chiare e inequivocabili. "We stand with Ukraine!", ha concluso tra gli applausi la prima cittadina elvetica.