Per il relatore commissionale è preoccupante il fatto che i valori, quali la coesistenza pacifica dei popoli, la democrazia e i diritti dell'uomo promossi in Europa e nel mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale sono gravemente rimessi in discussione da questa aggressione.
"La commissione - ha proseguito Romano alla presenza, nelle tribune del Nazionale, dell'ambasciatore ucraino a Berna Artem Rybchenko - è convinta che una guerra d'aggressione unilaterale non debba mai essere uno strumento politico e sia indegna di uno Stato nel 21° secolo, memori anche della storia del Continente europeo nel secolo scorso".
Il ticinese ha poi espresso solidarietà alle popolazioni coinvolte. Ha anche auspicato che venga fornito aiuto umanitario nel quadro di un'azione coordinata a livello internazionale.
Parlando del ruolo della Svizzera, Romano ha detto che "l'impegno diplomatico e umanitario elvetico non deve venire meno". Detto ciò, la Svizzera deve riprendere le sanzioni decise a livello europeo (cosa nel frattempo decisa, ndr.): "dobbiamo evitare che per indifferenza o peggio ancora per ipocrisia, la neutrale Svizzera diventi un attore rilevante nel finanziamento di questo intollerabile conflitto armato".
Par quel che concerne la dichiarazione, il ticinese ha detto come questa "incarna pienamente l'approccio costruttivo e democratico della Svizzera, rispetta la nostra neutralità e rafforza la nostra diplomazia nel difficile quadro attuale".