(ats) Le aziende svizzere dovrebbero poter acquisire società cinesi senza restrizioni. Lo chiede una mozione degli Stati adottata oggi anche dal Consiglio nazionale per 102 voti a 72.

Il testo introduce il "principio di reciprocità". In cambio delle opportunità di investimento offerte alla Cina in Svizzera, le aziende elvetiche dovrebbero essere in grado di acquisire azioni in quelle cinesi senza restrizioni o addirittura prenderne il controllo.

In aula, una minoranza - sostenuta dal consigliere federale Guy Parmelin - crede tuttavia che una simile requisito sia troppo "rigido" e ritiene che limiterebbe eccessivamente il margine di manovra del Consiglio federale in caso di un ulteriore sviluppo dell'accordo di libero scambio. La reciprocità significa anche l'accesso di investitori cinesi nella nostra economia senza restrizioni, anche in settori sensibili. Agendo in questo modo, si rischia davvero di dare corpo al "pericolo cinese", tanto temuto da alcuni.

La questione dell'accesso migliorato e non discriminatorio al mercato sarà affrontata nelle discussioni per modernizzare l'accordo di libero scambio alla mozione, ha affermato in aula Guy Parmelin. Tuttavia, non è possibile né sensato introdurre la piena reciprocità in tutti i settori, secondo il "ministro" dell'economia. A suo avviso, la Svizzera non ne uscirebbe vincente.