(ats) Via libera alla modifica della legge federale sul trasporto di viaggiatori che prevede anche l'introduzione di nuove norme contabili per imprese del trasporto pubblico. Dopo il Nazionale in novembre, oggi anche gli Stati hanno adottato - all'unanimità - il disegno di legge elaborato anche alla luce degli scandali AutoPostale e BLS.

La compagnia ferroviaria bernese BLS e la sua filiale Busland sono state chiamate a restituire 49 milioni di franchi alla Confederazione e ai Cantoni interessati (BE, NE, FR, LU, SO, VS), poiché fra il 2012 e il 2018 hanno percepito sussidi troppo elevati nel traffico regionale viaggiatori e nel trasporto locale. Le due imprese non avevano calcolato nelle domande di indennità ricavi per l'abbonamento metà prezzo provenienti dalla comunità tariffaria "Libero".

Il caso AutoPostale era invece emerso quando l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) aveva scoperto che tra il 2007 e il 2015, l'azienda aveva realizzato utili nel traffico regionale viaggiatori grazie a sovvenzioni e li aveva trasferiti verso altri settori. Dal punto di vista finanziario, la vicenda è conclusa: AutoPostale ha restituito alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni circa 205 milioni di franchi. Tutti i membri della direzione sono inoltre stati costretti a dimettersi.

Per rendere le responsabilità più chiare e le procedure più efficienti il governo ha elaborato la revisione legislativa oggi in discussione. Il progetto prevede, tra le altre cose, l'integrazione nella legge di misure volte a chiarire l'impiego dei sussidi, a complemento di quelle già prese dall'UFT nel caso AutoPostale.

La legge mette altresì in chiaro che nel traffico regionale sovvenzionato, ordinato congiuntamente da Confederazione e Cantoni, non è consentito prevedere utili. Inoltre, precisa in che modo vanno utilizzate le eccedenze non pianificate: un terzo va attribuito a una riserva speciale, un terzo all'indennità dell'anno seguente e l'ultimo terzo può essere liberamente impiegato dall'impresa.

Una minoranza sostenuta dal Consiglio federale proponeva di adottare la soluzione del Nazionale, ossia due terzi alla riserva speciale e un terzo per l'indennità dell'anno successivo. Dando un margine di manovra alle imprese si viola lo spirito della revisione legislativa, ha sostenuto invano la ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga.

La legge adottata oggi permette anche di consolidare il servizio universale nel settore dei trasporti pubblici. Per farlo, si affida a convenzioni pluriennali sugli obiettivi concluse tra i committenti e le imprese. Il progetto rafforza inoltre il finanziamento delle innovazioni e rafforza la protezione dei dati.

Per quel che concerne per la decisione di aggiudicazione degli appalti nelle offerte di trasporto, gli Stati hanno deciso, con 27 voti contro 10, che per determinare quella più vantaggiosa devono essere presi in considerazione non solo i fattori come la qualità e i costi, ma anche la compatibilità ambientale.

La legge permetterà anche di sovvenzionare i treni storici. Le aziende di trasporto regionale non hanno alcuna possibilità di realizzare profitti con questo materiale rotabile, ha sostenuto Stefan Engler (Centro/GR). "Sono costosi da mantenere e hanno un valore sentimentale per gli svizzeri", ha aggiunto.

Carta giornaliera per scuole

Nel disegno di legge finito sui banchi dei "senatori" figurava anche la carta giornaliera a prezzo ridotto per le scuole, che resta in bilico: dopo averne approvato il principio, gli Stati non hanno voluto sbloccarne i mezzi finanziati.

L'introduzione di tariffe ridotte, in particolare per le carte giornaliere, destinate a bambini e giovani "che durante la scolarità obbligatoria viaggiano in gruppi accompagnati per partecipare ad attività organizzate in ambito scolastico, culturale o sportivo" non era prevista nel messaggio del Consiglio federale. È stata introdotta dalla commissione preparatoria del Nazionale per applicare quattro iniziative parlamentari, cui le Commissioni dei trasporti delle due Camere avevano dato seguito, ha ricordato il relatore Hans Wicki (PLR/NW).

Il costo previsto derivante dall'obbligo per le imprese di trasporto di proporre simili titoli di viaggio dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 milioni di franchi. Con 28 voti contro 14 i "senatori" hanno respinto la proposta del Nazionale di prevedere una compensazione da parte della Confederazione per i minori introiti che ne derivano per le imprese di trasporto.

Durante il dibattito una minoranza ha chiesto di respingere l'introduzione della carta giornaliera per le scuole sostenendo che queste rientrino nell'ambito di competenza dei Comuni e dei Cantoni. Werner Salzmann (UDC/BE) ha poi sostenuto che la situazione attuale funziona a suo dire benissimo: "I pullman turistici possono portare le scolaresche ovunque, anche dove non c'è una fermata dei mezzi pubblici".

Per Philippe Bauer (PLR/NE) la proposta "falsa la concorrenza laddove c'è oltretutto poco concorrenza". Il neocastellano ha sottolineato come le imprese di autobus turistici, già duramente colpite dalla crisi pandemica, non sono sussidiate, contrariamente alle aziende dei trasporti pubblici.

Al voto il relativo articolo di legge, già adottato dal Nazionale, è stato approvato con 22 voti contro 19. Nella votazione seguente è però mancata la maggioranza qualificata necessaria per sciogliere il freno alle spese. Anche qui la votazione è finita con 22 voti a 19, ma per superare lo scoglio del freno all'indebitamento era necessaria la maggioranza dei membri della camera (24 voti), non dei presenti. Da notare comunque che da inizio anno l'Alliance Swiss Pass, l'organismo che coordina le tariffe, ha già introdotto una carta giornaliera per le scuole dell'obbligo al prezzo di 15 franchi per alunno.

Il dossier torna al Consiglio nazionale per l'esame delle divergenze.