(ats) Manca ancora un'intesa totale fra le Camere sulla modifica del sistema di archiviazione delle immagini europeo FADO (False and Authentic Documents Online). Oggi il Consiglio nazionale ha mantenuto infatti la divergenza restante, che riguarda i diritti d'accesso al settore aereo.

Fado, che la Svizzera utilizza dal 2010 e i cui recenti sviluppi richiedono un adeguamento legislativo da parte elvetica, era già stato approvato nel suo insieme da ambo i rami del Parlamento. L'obiettivo principale è quello di rafforzare ulteriormente la sicurezza grazie all'identificazione precoce di documenti d'identità falsi.

Nello spazio Schengen il numero di documenti falsificati è in costante aumento. I documenti falsi come i passaporti sono utilizzati sia nell'ambito della migrazione sia per scopi criminali (terrorismo, riciclaggio di denaro). Le tecniche di falsificazione sempre più sofisticate fanno sì che tali documenti diventino sempre più difficili da individuare.

Il nuovo regolamento (UE) 2020/493 approvato costituisce per la Svizzera uno sviluppo del cosiddetto acquis di Schengen. Il nuovo sistema dovrebbe entrare in funzione all'inizio del 2024. In futuro, anche la polizia dei trasporti potrà accedere al sistema, che non contiene dati personali tranne che in casi eccezionali, laddove siano necessari per illustrare gli elementi o le tecniche di falsificazione.

Per quel che concerne la divergenza ancora esistente, con 112 voti a 37 la Camera del popolo ha deciso che il Consiglio federale dovrebbe poter apportare modifiche di lieve entità ai diritti d'accesso - normalmente concessi solo a enti pubblici - al sistema, garantendoli anche a imprese attive nel settore aereo.

"È una soluzione che aumenta la sicurezza e la possibilità di ottenere i risultati prefissati", ha argomentato a nome della commissione preparatoria Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). Una minoranza UDC, come gli Stati ai quali tornerà ora il dossier, non voleva invece concedere questa possibilità all'aviazione.

Nel sistema digitale di consultazione FADO sono conservati facsimili di passaporti e documenti di identità autentici come pure caratteristiche di potenziali falsificazioni. FADO costituisce pertanto uno strumento fondamentale per la lotta contro le frodi documentali nello spazio Schengen.

Il regolamento conferisce una nuova base legale al sistema. In qualità di Stato associato allo spazio Schengen, la Svizzera deve recepire tale sviluppo. La gestione di questo strumento sarà in futuro affidata all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex).

Su richiesta delle FFS e del Canton Ginevra, il Consiglio federale intende concedere diritti di accesso a FADO anche alla polizia dei trasporti, affinché possa adempiere meglio il proprio mandato legale in materia di controllo dell'identità nel trasporto pubblico.

In Fado sono registrati, oltre ai documenti d'identità (passaporti, carte d'identità), anche documenti di legittimazione quali licenze di condurre, licenze di circolazione, permessi di soggiorno o documenti di stato civile.

Non è possibile lanciare ricerche per identificare persone o cercare informazioni su una determinata persona. Il trattamento dei dati è retto dalla legge sulla protezione dei dati. Le autorizzazioni d'accesso vanno regolamentate nella legge federale sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione.