Nel suo intervento parlamentare, la socialista chiede al governo di fare luce sulle ingiustizie commesse e vagliare forme appropriate di riparazione. Il postulato, sostenuto anche dal Consiglio federale, è stato accolto dalla Camera del popolo con 132 voti a favore e 52 contrari (sette astenuti).
Motivando la sua proposta, la consigliera nazionale ricorda che, nonostante le recenti dichiarazioni con cui i vertici dell'esercito hanno condannato discriminazioni e aggressioni e gli sforzi per gestire le diversità fra le truppe, la strada da percorrere resta ancora lunga. In passato infatti si usava contraddistinguere gli omosessuali con un acronimo specifico (in tedesco HS, per Homosexuell), annotato a matita nella documentazione di servizio.
Fino agli anni '90 venivano inoltre effettuate singole annotazioni nonché iscrizioni non confermate su liste nere per poter tener lontani i gay dai gradi più elevati. Secondo Seiler Graf per poter chiudere definitivamente questo brutto capitolo della storia militare svizzera e perseguire un vero cambiamento culturale sono necessarie iniziative concrete che chiariscano completamente e rapidamente questi fatti.
L'udc ha provato ad opporsi all'approvazione del postulato. Stando a Monika Rüegger (UDC/OW) ancora una volta si fa ricorso a ogni mezzo pur di mettere in cattiva luce l'esercito. Al giorno d'oggi, la marcatura "HS" è inaccettabile e si sta già facendo molto per prevenire tali incidenti, ha affermato la deputata democentrista, senza però convincere la maggioranza dei colleghi.