Il 3° pilastro è un elemento essenziale della previdenza vecchiaia, ha sostenuto Hess. Il suo scopo è garantire il mantenimento del tenore di vita anche dopo il pensionamento.
I limiti attuali per i versamenti sono tuttavia troppo bassi: attualmente i salariati possono versare al massimo 6768 franchi, gli indipendenti che non dispongono di una previdenza professionale 33'840 franchi, ha ricordato il bernese. L'aumento dei contributi massimi che danno diritto a vantaggi fiscali renderebbe più attrattiva la previdenza individuale e rafforzerebbe l'intero sistema pensionistico svizzero, ha sostenuto Hess.
La previdenza per la vecchiaia dovrebbe essere rafforzata per le persone con redditi modesti. Dato che attualmente solo il 10% circa della popolazione versa l'importo massimo nel Terzo pilastro, il cambiamento proposto da Hess andrebbe principalmente a vantaggio delle persone più abbienti, ha replicato - invano - Katharina Prelicz-Huber (Verdi/ZH), ricordando come l'incentivo fiscale comporterebbe minori entrate per l'erario.
L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati.