(ats) Gli alimenti prodotti o preparati all'estero devono essere chiaramente identificabili grazie all'indicazione del Paese di provenienza. È quanto chiede una mozione accolta oggi per 21 voti a 17 (3 astensioni) dal Consiglio degli Stati, dopo che il Nazionale aveva fatto altrettanto nel settembre scorso.

Il voto odierno sconfessa la raccomandazione della commissione preparatoria e del Consiglio federale che raccomandavano di respingere la mozione per motivi pratici: l'amministrazione teme in effetti un eccesso di burocrazia poiché in pratica ciò obbligherebbe i fabbricanti a modificare tutte le etichette dei rispettivi prodotti.

Oltre a ciò, l'esecutivo vuole evitare che si crei un potenziale nuovo ostacolo al commercio nei confronti dell’UE, come ha ripetuto in aula il consigliere federale Alain Berset.

Ma diversi "oratori" hanno sostenuto la necessità di esaminare le possibilità di migliorare la dichiarazione di provenienza e di adeguare le percentuali degli ingredienti che giustificano l'indicazione dell'origine Oltre a ciò, bisogna sostenere la produzione indigena di alimenti, specie in un frangente difficile come quello attuale con la guerra in Ucraina e gli eventuali problemi di approvvigionamento.

Sempre nel corso del dibattito, il plenum ha poi respinto una mozione che chiedeva di introdurre un'etichetta per il pane svizzero, da apporre in particolare su vetrine, menu e confezioni di prodotti per evidenziare che il prodotto offerto al consumo è confezionato con farine "nostrane".

La maggioranza giudica superflua questa richiesta giacché esiste già un contrassegno per il pane confezionato nel nostro Paese. Inoltre, il Consiglio federale sta preparando un progetto per implementare un'altra mozione che prevede la dichiarazione del Paese di produzione del pane e dei prodotti di panetteria.