Il progetto di legge prevede l'adozione di un approccio di vigilanza maggiormente basato sui rischi, il rafforzamento del governo d'impresa (governance) e l'adeguamento delle disposizioni sui sistemi d'informazione allo stato attuale dello sviluppo tecnologico, ha spiegato Céline Amaudruz (UDC/GE) a nome della commissione. Il messaggio governativo dell'autunno 2019 prevede anche nuove basi giuridiche per chiarire i compiti e le responsabilità dell'autorità di vigilanza.
La vigilanza sull'assicurazione invalidità (AI) è stata completamente aggiornata nel 2008, nell'ambito della 5a revisione. Quella del 1° pilastro invece è rimasta praticamente invariata dal 1948, data dell'istituzione dell'AVS. Anche il Controllo federale delle finanze aveva chiesto una modernizzazione.
La revisione si concentra sui rischi legati al corretto pagamento delle prestazioni, alla riscossione dei contributi e al rispetto dei requisiti in materia di sicurezza dell'informazione e di protezione dei dati, in particolare nei settori AVS, IPG e PC. Per quanto riguarda il II pilastro, la vigilanza è stata ridefinita nel 2012.
No a requisiti minimi
La modifica di legge, la cui entrata in materia era già stata approvata lo scorso 7 marzo, prevede quindi solo alcune misure di ottimizzazione mirate. In particolare, il pilotaggio e la sorveglianza dei sistemi di informazione dovrebbero essere migliorati per garantire la sicurezza dell'informazione e la protezione dei dati.
Tuttavia, al pari della Camera dei cantoni, anche quella del popolo, oggi non ha voluto spingersi troppo lontano. La maggioranza del plenum ha infatti respinto - con 98 voti a 77 e 1 astensione - la proposta di affidare all'autorità di vigilanza la competenza di pronunciare requisiti minimi in tal senso, come chiedevano invece il Consiglio federale e la sinistra.
Le autorità di vigilanza non devono intromettersi nell'operatività del sistema, ha sottolineato l'altra relatrice commissionale Regine Sauter (PLR/ZH).
Per il consigliere federale Alain Berset, invece tali requisiti minimi puntano a garantire il buon funzionamento del sistema e una forma di armonizzazione dell'esecuzione dei compiti. Anche Barbara Gysi (PS/SG) ha chiesto invano che ci siano standard minimi e direttive chiare, ricordando che esistono circa 70 organi esecutivi in Svizzera.
La maggioranza del plenum non ha invece voluto autorizzare, contrariamente al Consiglio degli Stati, la comunicazione elettronica delle decisioni. Secondo Pierre-Yves Maillard (PS/VD), i dispositivi elettronici non offrono ancora l'affidabilità voluta e non garantiscono ancora una comunicazione a tutti gli assicurati.
A differenza dei "senatori", il Nazionale ha deciso di vietare ai membri dei governi cantonali di far parte degli organi delle autorità regionali di vigilanza, lasciando questa possibilità solo alle persone che esercitano una funzione nell'amministrazione pubblica. Si tratta di una proposta di compromesso, ha sottolineato Amaudruz.
Il dossier, come detto, ritorna ora agli Stati.