(ats) Anche il Consiglio nazionale (99 voti contro 81 e 7 astensioni), al pari degli Stati, intende proteggere maggiormente la personalità di coloro - persone fisiche ma anche giuridiche - che finiscono nel mirino dei media consentendo a un giudice di adottare misure cautelari qualora una pubblicazione possa causare un pregiudizio grave al soggetto di un articolo, e non "particolarmente" grave come prevede il diritto in vigore.

Contrario a questo cambiamento inserito nella revisione del Codice di procedura civile - disegno approvato in votazione finale per 183 voti contro 1 e 2 astensioni - si è espresso in particolare il campo rosso-verde secondo cui, nel migliore dei casi, tale modifica non avrà alcun effetto, nel peggiore dei casi porterà a un restringimento della libertà dei media.