Lo chiede una mozione di Jon Pult (PS/GR) adottata oggi dal Consiglio nazionale.
Per il deputato grigione, gli avvenimenti e le polemiche riguardanti la collezione Emil Bührle esposta al Kunsthaus di Zurigo hanno mostrato che la Svizzera necessita di strumenti migliori in materia di beni culturali sottratti - sia perché confiscati sia perché acquistati a un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato - a seguito delle persecuzioni naziste.
In particolare, la Svizzera ha bisogno di una commissione indipendente che valuti questi casi. Anche altri Stati hanno istituito commissioni analoghe: oltre alla Germania, vi hanno provveduto la Francia, il Regno Unito, i Paesi Bassi e l'Austria. Quest'organo consultivo dovrebbe operare in totale indipendenza e, nei casi di controversi beni culturali, dovrebbe formulare raccomandazioni per soluzioni giuste ed eque conformemente ai "Principi della Conferenza di Washington del 3 dicembre 1998" e alla "Dichiarazione di Terezin sui beni delle vittime dell'Olocausto e le questioni correlate del 30 giugno 2009".
Seppur d'accordo con la mozione, il consigliere federale Alain Berset giudica prematuro e non opportuno fissare già oggi in modo vincolante le condizioni quadro per la commissione. Per questo andrebbe accolta solo il primo punto della mozione che mira ad istituire una commissione indipendente, lasciando al governo il margine di manovra necessario per definirne le competenze. Su questo aspetto, tuttavia, il governo è stato battuto al voto, anche se di poco (92 a 90).
L'udc, benché d'accordo con l'istituzione di una commissione, vorrebbe invece limitarne il campo d'azione al periodo 1933-1945, ossia quando la Germania era governata dai nazisti, lasciando cadere il periodo coloniale. Andreas Glarner (UDC/AG) ha espresso l'auspicio che la mozione venga modificata in tal senso dal Consiglio degli Stati per poi ritornare sui banchi del Nazionale per il voto definitivo.