(ats) Tutti i camionisti dovrebbero godere delle stesse condizioni di lavoro. È quanto prevede una mozione di Josef Dittli (PLR/UR) leggermente modificata dal Nazionale e adottata oggi tacitamente dal Consiglio degli Stati.

Attualmente i conducenti di camion che pesano più di 3,5 tonnellate non possono lavorare più di nove ore alla volta. E i loro datori di lavoro devono possedere una licenza che garantisca che soddisfano le principali condizioni di accesso al mercato, cioè l'affidabilità, la competenza professionale e la capacità finanziaria, ha sottolineato il "senatore" urano.

Il trasporto professionale di merci eseguito con mezzi di peso inferiore a 3,5 tonnellate è invece soggetto a regole meno severe. Josef Dittli vuole porre fine a queste disuguaglianza, allo scopo di rafforzare la sicurezza sulle strade e garantire condizioni di lavoro eque per tutti i camionisti.

Il 30 settembre 2021 il Consiglio nazionale aveva accolto la mozione invitando il Governo a esaminare in che modo le disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo nel traffico merci stradale potessero essere estese ai conducenti professionali di furgoni a partire da 2,5 tonnellate, tenendo conto degli sviluppi nell'Unione europea.

Inoltre, secondo la versione modificata dalla Camera del popolo, l'esecutivo dovrebbe avvalersi del più ampio margine di manovra possibile ai fini di una soluzione facile ed economica. Occorre rinunciare a un'attuazione più rigorosa e anticipata delle prescrizioni UE, ossia a un cosiddetto "Swiss-Finish". Anche la consigliera federale Simonetta Sommaruga si è detta d'accordo con la mozione emendata, giudicandola semplice e pragmatica.