(ats) Il Consiglio federale deve poter bloccare i conti di politici stranieri di alto livello e di vietare loro di viaggiare nel caso in cui abbiano hanno commesso pesanti violazioni dei diritti dell'uomo o siano coinvolti in gravi casi di corruzione. È quanto ritiene il Consiglio nazionale, che oggi ha adottato una iniziativa parlamentare in tal senso di Fabian Molina (PS/ZH) con 104 voti contro 74 e 5 astenuti.

Nel suo atto parlamentare Molina ha citato alcuni esempi recenti che mostrano le lacune esistenti: senza le sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU o dall'Unione europea, in politica estera la Svizzera non ha pressoché alcuna possibilità di reagire a gravi avvenimenti. Così facendo Berna "non è neutrale e ancor meno sovrana", ha sostenuto lo zurighese secondo cui la Confederazione deve essere in grado di imporre sanzioni da sola.

"Le sanzioni non hanno mai posto fine a una guerra", ha replicato Yves Nidegger (UDC/GE). Il ginevrino ha anche, invano, denunciato la prassi del "punire prima di giudicare".