L'iniziativa intende porre un freno alla cementificazione delle superfici naturali e dei terreni coltivati all'esterno delle zone edificabili, conferendo ai Cantoni la responsabilità diretta della protezione della natura e del paesaggio. Secondo il testo - lanciato da Pro Natura, BirdLife Svizzera, Patrimonio svizzero e dalla Fondazione svizzera per la protezione e la pianificazione del paesaggio - il numero di edifici e la loro superficie nelle zone non edificabili dovrebbe rimanere invariato.
Malgrado la bocciatura della proposta di modifica costituzionale da parte degli Stati sia scontata, la necessità di rivedere le modalità di costruire all'esterno delle zone edificabili non è stata contestata dai "senatori", che oggi hanno approvato tacitamente l'entrata in materia sul controprogetto. La revisione della LPT proposta dal governo è però stata giudicata troppo complessa.
La nuova modifica della LPT include diverse disposizioni per stabilizzare il numero di edifici nei comprensori non edificabili e l'impermeabilizzazione del suolo. Inoltre, per incentivare l'abbattimento di edifici e impianti, ha previsto un contributo che copra i costi di demolizione.
Sono pure stati potenziati i requisiti per i piani direttori cantonali. I cantoni dovranno illustrare come intendono raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione con una strategia globale. Il piano direttore potrà comprendere zone speciali nelle quali possono essere ammesse utilizzazioni a ubicazione non vincolata, a determinate condizioni. Il Consiglio federale potrà disciplinare la demolizione, la ricostruzione e l'ampliamento moderato di aziende turistiche fuori dalle zone edificabili.
Come detto, non tutte le misure prevista dalla revisione della LPT hanno potute essere discusse oggi. I "senatori" devono in particolare ancora esprimersi sulle disposizioni di attuazione della legge. Nel disegno, la commissione vuole lasciare alle autorità cantonali cinque anni di tempo per adattare i piani direttori. Se non si adeguano, tutti i nuovi stabili situati fuori dalle zone edificabili dovrebbero essere compensati mediante la demolizione di un altro immobile fino a quando le modifiche del piano direttore non sarebbero approvate dal Consiglio federale.
Le discussioni, interrotte poco prima delle 13.00, continueranno giovedì di settimana prossima.