Gmür-Schönenberger ha criticato il fatto che l'attuale implementazione dell'obbligo di notifica venga applicato a macchia di leopardo. Alcuni cantoni hanno adottato una soluzione digitale, mentre in altri gli alberghi utilizzano ancora moduli cartacei di registrazione che devono consegnare alla polizia oppure conservare per svariati anni.
Stando alla "senatrice" lucernese, le attuali soluzioni cartacee sono obsolete e assai burocratiche. La standardizzazione e la digitalizzazione andrebbero invece a vantaggio anche delle autorità cantonali. Una valutazione dei dati - ovviamente nel rispetto della protezione dei dati - consentirebbe anche all'industria turistica di allinearsi meglio alle esigenze degli ospiti.
Il Consiglio federale proponeva di respingere la mozione, non essendo disponibile una base giuridica per una soluzione nazionale. Sebbene l'obbligo di notifica ai Cantoni sia disciplinato dalla Legge sugli stranieri e l'integrazione, la sua attuazione è di competenza dei Cantoni.
Inoltre, i cantoni sono completamente liberi di avviare una soluzione digitale comune, ha dichiarato il ministro dell'economia Guy Parmelin. La Confederazione potrebbe anche sostenere finanziariamente tale progetto, ha spiegato, senza però riuscire a convincere il plenum sulla necessità di respingere la mozione.