È quanto propone una mozione di Erich Ettlin (Centro/OW), adottata oggi dal Consiglio degli Stati per 28 voti a 16. Il dossier va al Nazionale.
La mozione chiede che i CCL prevalgano sulle leggi cantonali in materia di salario minimo, tredicesima e ferie. Il senatore ha ricordato in aula il salario minimo entrato in vigore nel 2017 a Neuchâtel e i 23 franchi all'ora concordati a Ginevra nel 2020. Questi casi, ha detto, "mettono a dura prova un partenariato sociale collaudato" dal momento che tali salari vengono imposti anche ai rami che dispongono di un CCL.
I contratti collettivi sono una questione di diritto privato, ha dichiarato Alex Kuprecht (UDC/SZ) a nome della commissione che proponeva di bocciare la mozione. Sarebbe problematico se prevalessero sul diritto cantonale, ha spiegato. Il salario minimo è stato introdotto da una decisione democratica della popolazione dei cantoni interessati e poi confermata dal Tribunale federale.
Ma la sentenza della massima corte elvetica crea un problema, secondo Philippe Bauer (PLR/NE). Un contratto collettivo di lavoro dichiarato vincolante per tutta la Svizzera dal Consiglio federale può ora essere invalidato da disposizioni cantonali. A parere del "senatore" neocastellano è meglio dare la preferenza agli accordi che sono stati discussi tra le parti sociali. E la mozione riguarda solo i CCL nazionali, ha insistito.