(ats) Non vi è ancora accordo totale tra i due rami del Parlamento sul progetto di legge riguardante l'accesso a documenti ufficiali. Oggi il Consiglio nazionale - per 130 voti a 53 - ha infatti deciso di non rinunciare al tetto di 2000 franchi per eventuali emolumenti dovuti dal postulante per il disbrigo del lavoro di ricerca svolto dall'amministrazione federale. Il dossier torna pertanto agli Stati, che invece vorrebbero, come il governo, stralciare qualsiasi riferimento a una tariffa massima.

Le due Camere concordano sul principio che l'accesso ai documenti ufficiali non debba essere completamente libero: in casi eccezionali, per esempio quando una domanda da parte dei media richiede un lavoro particolarmente dispendioso, possono essere addebitate delle spese. Non hanno tuttavia la stessa idea riguardo alla tariffa massima: il Nazionale vorrebbe un limite di 2000 franchi, che però non piace ai "senatori".

Il progetto fa seguito a un'iniziativa parlamentare depositata dalla deputata Edith Graf-Litscher (PS/TG), con la quale si chiedeva una modifica delle base legali così da permettere di consultare documenti ufficiali senza dover pagare. Eccezioni sarebbero previste nel caso in cui le spese amministrative fossero sproporzionate rispetto all'interesse pubblico.

Attualmente, la legge sulla trasparenza dà a ognuno la possibilità di richiedere documenti di questo genere. Tale accesso è però soggetto a emolumenti. Nel 97% dei casi, tuttavia, le domande di consultazione sono già gratuite.