(ats) Non vi è ancora accordo tra i due rami del Parlamento sul progetto di legge riguardante l'accesso a documenti ufficiali. Oggi il Consiglio degli Stati ha ribadito di non voler fissare un tetto di 2000 franchi per eventuali emolumenti dovuti dal postulante per il disbrigo del lavoro di ricerca svolto dall'amministrazione federale. Il dossier torna pertanto al Nazionale, che invece intende fissare un limite massimo.

Le due Camere concordano sul principio che l'accesso ai documenti ufficiali non debba essere completamente libero: in casi eccezionali, per esempio quando una domanda da parte dei media richiede un lavoro particolarmente dispendioso, possono essere addebitate delle spese. Non hanno tuttavia la stessa idea riguardo alla tariffa massima: il Nazionale vorrebbe un limite di 2000 franchi, che però non piace ai "senatori".

Stando alla camera dei Cantoni, sostenuta dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter, spetta all'esecutivo fissare liberamente le tariffe per il lavoro svolto dai funzionari; si tratta di una sua competenza che si può trasferire al parlamento. Keller-Sutter ha ricordato che, nel 98% delle richieste - in forte e costante crescita specie da parte dei media - non vengono percepiti emolumenti. In meno di dieci casi, ha detto dal canto suo a nome della commissione Mathias Zopfi (Verdi/GL), sono stati chiesti oltre 2 mila franchi per lavori però lunghi e complessi.

Il progetto fa seguito a un'iniziativa parlamentare depositata dalla deputata Edith Graf-Litscher (PS/TG), con la quale si chiedeva una modifica delle base legali così da permettere di consultare documenti ufficiali senza dover pagare. Eccezioni sarebbero previste nel caso in cui le spese amministrative fossero sproporzionate rispetto all'interesse pubblico.

Attualmente, la legge sulla trasparenza dà a ognuno la possibilità di richiedere documenti di questo genere. Tale accesso è però soggetto a emolumenti.