(ats) Il progetto di istituire una sottocommissione congiunta per indagare su scandali di vasta portata è ancora bloccato alle Camere. Una conferenza di conciliazione è chiamata ora a sbrogliare la matassa.

Il disegno di legge prevede che le quattro commissioni parlamentari di vigilanza (gestione e finanze) istituiscano una sottocommissione congiunta quando devono trattare casi particolarmente complessi. La divergenza che ancora divide le Camere riguarda l'accesso alle informazioni.

Il Consiglio nazionale vuole che la futura sottocommissione abbia accesso ai verbali delle riunioni del Consiglio federale e ai documenti classificati come "segreti", e che possa convocare anche persone per svolgere le proprie indagini. Questi diritti estesi sarebbero possibili solo in caso di necessità.

Il Consiglio degli Stati, tuttavia, non vuole concedere alla futura sottocommissione un accesso illimitato alle informazioni. Oggi ha ribadito questa sua posizione per 29 voti a 16. Spetterà ora a una conferenza di conciliazione trovare un compromesso su questo punto.

Durante il dibattito è emerso chiaramente che non c'è un bisogno impellente di istituire un nuovo strumento di vigilanza dotato di così vasti poteri, ha dichiarato a nome della commissione Matthias Michel (PLR/ZG). Solo la sinistra ha difeso il progetto sostenuto dal Nazionale che darebbe alla futura sottocommissione la facoltà di accedere a tutte le informazioni, anche quelle più sensibili.