(ats) Per evitare problemi di coordinamento come capitato con la pandemia di coronavirus, in futuro l'amministrazione federale dovrebbe dotarsi di uno "stato maggiore di crisi specializzato". Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati approvando (24 voti a 20) una mozione in tal senso volta a migliorare la ripartizione delle responsabilità.

Il Consiglio nazionale ha ampiamente sostenuto una mozione simile la scorsa settimana. Entrambi i testi, formulati in seno alle commissione della gestione delle due camere, devono ancora passare al vaglio del parlamento.

Prendendo ad esempio la task force Covid-19 dell'Ufficio federale della sanità pubblica istituita durante la crisi del coronavirus, il Consiglio federale dovrà modificare e integrare le basi giuridiche esistenti. In particolare, dovrà stabilire quale dipartimento federale sia il principale responsabile della gestione di una crisi.

Il governo dovrà inoltre regolare le modalità di convocazione, occupandosi anche dell'attribuzione dei compiti, della struttura di comando e degli interlocutori del Consiglio federale, occupandosi anche delle finanze, del personale e della comunicazione.

La Camera dei Cantoni ha anche incaricato il Consiglio federale, mediante un postulato accolto con 29 voti a 14, di esaminare criticamente la propria gestione della pandemia, presentando un rapporto al riguardo entro il 2023. Stando al plenum, l'integrazione dei Cantoni nella gestione delle crisi deve essere rivista, così come le interfacce con la scienza, le imprese e la società civile.

A tale riguardo, stando al Cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr, i lavori sono già in corso all'interno dell'amministrazione. Sono in corso discussioni con i Cantoni, con l'economia e con il mondo accademico. "Sappiamo già cosa ha funzionato bene e cosa non ha funzionato", ha detto Thurnherr chiedendo invano alla camera di desistere dall'accogliere il postulato.