(ats) Per il momento la Confederazione non dovrà unificare le modalità di tassazione dei servizi forniti tra società collegate e dominate dalla stessa cerchia di azionisti. Il Consiglio nazionale ha bocciato una relativa mozione degli Stati con 105 voti a 77. Sulla questione sarà però stilato un rapporto.

Ai sensi della legge federale sulle imposte dirette, l'azionista è considerato il beneficiario del vantaggio, secondo la cosiddetta "teoria del triangolo". Ciò è generalmente il caso all'estero. Per l'imposta preventiva, è invece la società sorella.

Nella sua mozione, Erich Ettlin (Centro/OW) sottolinea che questa pratica è incomprensibile all'estero e ciò va a scapito dell'attrattiva della Svizzera quale piazza per gli investimenti internazionali.

Un tale cambiamento potrebbe avere effetti significativi, ha avvertito Fabio Regazzi (Centro/TI) a nome della commissione. Le conseguenze di un cambiamento di prassi, in particolare sulle entrate della Confederazione, non sono ancora chiare.

Per il Consiglio federale, la questione è reale e merita di essere affrontata. "Ma sappiamo che le modifiche delle pratiche fiscali non sempre incontrano il favore dei cittadini in votazione", ha dichiarato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Tutto ciò deve essere analizzato approfonditamente.

Il Nazionale ha pertanto accettato un postulato della commissione competente che incarica l'esecutivo di chiarire la tematica.