(ats) Non c'è ancora unità di vedute tra i due rami del parlamento in merito alla nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Oggi il Consiglio nazionale ha ribadito - con 108 voti a 75 e 2 astensioni - che l'ufficio federale competente deve essere obbligato per legge ad adottare misure di prevenzione.

Gli Stati vorrebbero eliminare del tutto la disposizione. Una minoranza di PLR e UDC avrebbe voluto seguire i "senatori" ritenendo che si tratti di una competenza delle scuole. Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha chiesto invano di non creare un nuovo compito federale, aggiungendo che tocca anche ai genitori operare in questo senso.

Il Nazionale si è invece allineato agli Stati per quanto riguarda altre due divergenze. Il plenum ha stabilito di non regolamentare le cosiddette microtransazioni, acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco. Ma la proposta tornerà sotto forma di mozione al Consiglio federale entro la fine dell'anno, ha dichiarato Fabien Fivaz (Verdi/NE).

Il plenum ha pure rinunciato a introdurre norme vincolanti sull'autoregolamentazione. Le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.

Il dossier torna agli Stati.