Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha deplorato l'obiettivo di realizzare dighe in zone protette, sostenendo lo scarso rendimento di determinate strutture rispetto al valore del territorio in questione a livello di biodiversità. Qui si toccano, ha aggiunto, aspetti sensibili, come i deflussi minimi, importanti per garantire la sopravvivenza della fauna acquatica. Varrebbe invece la pena, a detta della senatrice ginevrina, puntare maggiormente sul solare, sfruttando le superfici degli edifici.
Nel suo intervento la ministra Simonetta Sommaruga è stata ancora più chiara: pur salutando il grande lavoro svolto dalla commissione, ha affermato che gli allentamenti in merito alla protezione dei biotopi non avrebbero alcuna possibilità davanti al popolo qualora si andasse al voto.
Ma secondo Ruedi Noser (PLR/ZH) per raggiungere gli obiettivi posti dalla commissione circa la produzione di energia verde - il doppio di quelli fissati dal Consiglio federale - l'incremento di corrente prodotta dalle centrali idroelettriche è indispensabile. Da solo il solare non basterà poiché troppo condizionato dalle stagioni: in inverno la produzione cala fortemente.
HansJörg Knecht (UDC/AG) è andato ancora più lontano. A suo avviso, il nucleare rimane l'unico modo per garantire un approvvigionamento sicuro di corrente. Anche Pirmin Bischof (Centro/SO) ha sottolineato, ricordando il panico suscitato quando la Francia ha annunciato la necessità di razionamenti e quindi la possibilità di ridurre le forniture alla Svizzera di corrente prodotta dall'atomo, l'importanza di mantenere in funzione le nostre centrali nucleari onde sostenere la transizione energetica ma, soprattutto, garantire un approvvigionamento sicuro e stabile durante la stagione fredda.