Nel marzo 2020, all'inizio della pandemia di Covid-19, le Camere sono state colte del tutto impreparate, tanto che l'ultima settimana della sessione primaverile è stata annullata per ragioni di forza maggiore. Non solo non era mia successo prima, ha ricordato in aula Andrea Caroni (PLR/AR), ma anche le commissioni hanno cessato di lavorare.
Per questo, anche in casi limite, "il Consiglio federale deve fare il suo lavoro, come noi dobbiamo fare il nostro, ma in modo più flessibile, più coerente e più rapido di oggi", ha spiegato il "senatore" appenzellese. A questo scopo, la commissione delle istituzioni politiche, per evitare il ripetersi di una situazione di paralisi simile, ha elaborato un progetto di riforma.
In caso di forza maggiore, il Parlamento dovrebbe - secondo il plenum - essere in grado di tenere le proprie sessioni online o di far partecipare virtualmente alcuni membri di un consiglio alle sessioni in presenza. Fanno eccezione le riunioni dell'Assemblea federale in caso di elezioni; su questo aspetto, il plenum ha detto "no grazie". I singoli parlamentari impossibilitati a partecipare non potranno nemmeno votare da casa.
Il plenum ha inoltre approvato alcune modifiche nell'ambito degli strumenti parlamentari, in modo da poterli utilizzare rapidamente in situazioni di crisi, come le mozioni emananti da una commissione destinate ad influenzare le "ordinanze di necessità" del Consiglio federale. La mozione di commissione è lo strumento adatto, poiché consente a entrambi i rami del Parlamento di prendere decisioni in tempi stretti. Tenuto conto di ciò, per 29 voti a 12, i "senatori" hanno deciso che è quindi inutile introdurre nell'armamentario dei parlamentari lo strumento della mozione d'urgenza firmata dalla maggioranza dei membri di una camera, come proposto da Thomas Minder (Indipendente/SH).
Il plenum ha poi stabilito che le bozze delle "ordinanze di necessità" dovranno essere sottoposte alle commissioni competenti per consultazione. Ciò consentirebbe al Parlamento di essere maggiormente coinvolto nei lavori del Governo in situazioni di crisi.
A differenza del Consiglio nazionale, la Camera dei cantoni non intende istituire un nuovo organo di direzione per l'amministrazione parlamentare. L'attuale Delegazione amministrativa ha evidenziato tutto il suo valore anche durante la crisi del coronavirus, dimostrando di essere in grado di agire rapidamente secondo i "senatori". Quest'ultimi, però, vogliono dotare la Delegazione amministrativa di un'istanza di revisione interna che le sia subordinato. Si tratta di un compromesso col Nazionale, ha spiegato a nome della commissione Andrea Caroni.
La Delegazione amministrativa dovrà garantire che l'Assemblea federale e i suoi organi dispongano delle risorse e delle infrastrutture necessarie. Dovrà essere in grado di prendere decisioni sul personale e sui finanziamenti, ma non potrà fare proposte alle commissioni o agli uffici.
Nella votazione finale, il disegno di legge è stato accolto per 39 voti a 4.