(ats) Nel Codice penale l'espressione "omicidio passionale" non sarà rimpiazzata a favore di un termine neutro. Contrariamente agli auspici del Consiglio nazionale, oggi gli Stati hanno bocciato - con 25 voti contro 14 e una astensione - una mozione di Greta Gysin (Verdi/TI) che chiedeva tale cambiamento.

In base al Codice penale, l'omicidio è detto "passionale" quando è commesso "cedendo a una violenta commozione dell'animo scusabile per le circostanze o in stato di profonda commozione" e prevede per questo crimine una pena minima inferiore a quella dell'omicidio intenzionale.

Nel suo atto parlamentare Gysin sostiene che il termine utilizzato in italiano e francese ("passionel") è "assai infelice, perché presta il fianco all'equivoco purtroppo diffuso che l'omicidio passionale sia legato al delitto d'onore, agli omicidi di donne per mano dei partner o degli ex partner". L'utilizzo nei media della locuzione "delitto passionale" per riferirsi a omicidi tra partner o ex partner contribuisce inoltre a creare confusione.

Confusione che Gysin definisce "pericolosa", perché giustifica in un qualche modo il reato commesso. Per la ticinese da "passionale" o "passionel" si dovrebbe quindi passare ad un termine neutro, come già è il caso nella versione tedesca, in cui il termine è "Totschlag".

La commissione preparatoria, ha detto oggi il suo relatore Philippe Bauer (PLR/NE), ha sentito i pareri di due linguisti, Louis de Saussure dell'Università di Neuchâtel e Andrea Rocci dell'Università della Svizzera italiana. "Dopo averne ampiamente dibattuto, siamo giunti alla conclusione che non sia opportuno fare delle modifiche", ha spiegato il neocastellano.

"Quello in discussione - ha proseguito il relatore - è infatti un termine tecnico-giuridico ben consolidato che non si presta affatto a confusione nell'applicazione del diritto". Bauer ha inoltre fatto notare che il titolo marginale relativo a un reato penale non è determinante per l'applicazione del diritto. Ben più importante sono gli elementi costitutivi del reato, che nelle tre lingue utilizzano una formulazione univoca.

Da notare che un anno fa i "senatori" avevano già bocciato - con 24 voti a 20 - una mozione identica presentata da Marina Carobbio (PS/TI).