Da poco più di un anno è in atto una guerra contro un Paese e un popolo, hanno dichiarato all'unisono il presidente del Consiglio nazionale, Martin Candinas (Centro/GR), e la presidente del Consiglio degli Stati, Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG). Quindici milioni di persone sono state cacciate, torturate o uccise. "Valori che nel nostro Paese sono dati per scontati vengono improvvisamente messi in discussione", hanno affermato.
La Svizzera e la sua popolazione hanno mostrato solidarietà col paese aggredito, accogliendo ben 80 mila rifugiati. "Oggi c'è ancora la speranza che torni la pace", ha detto Candinas, "Il nostro pensiero va all'Ucraina".
I presidenti delle Camere hanno anche ricordato le persone colpite dai terremoti in Turchia e in Siria. Le autorità in loco riferiscono che più di 50 mila persone sarebbero perite sotto le macerie. "Questa catastrofe ci riempie di tristezza e impotenza. La Svizzera deve impegnarsi e si impegnerà nella ricostruzione".