Nel marzo 2020, all'inizio della pandemia di Covid-19, le Camere sono state colte del tutto impreparate, tanto che l'ultima settimana della sessione primaverile era stata annullata per ragioni di forza maggiore. Non solo non era mia successo prima, ha ricordato in aula Andrea Caroni (PLR/AR), ma anche le commissioni hanno cessato di lavorare.
Une commissione del Nazionale ha in seguito elaborato un progetto di riforma per consentire al Parlamento di reagire rapidamente. Le due Camere si sono accordate sugli aspetti essenziali, ma non su un punto: l'organo di direzione dell'amministrazione parlamentare. Attualmente spetta alla Delegazione amministrativa, composta di sei persone, gestire le infrastrutture e il personale necessario al funzionamento dell'Assemblea federale.
Il Nazionale auspica di istituire una vera e propria commissione amministrativa, di dieci membri, scelti tra quelli più esperti per una durata di quattro anni e che non potrebbero far parte parallelamente degli uffici dei due consigli.
Secondo i "senatori", invece, l'attuale Delegazione amministrativa ha evidenziato tutto il suo valore anche durante la crisi del coronavirus, dimostrando di essere in grado di agire rapidamente. Oggi, tacitamente, hanno pertanto ribadito questa posizione.
Per il resto, i due rami del Parlamento si sono detti d'accordo che in caso di forza maggiore, le Camere potranno tenere le proprie sessioni online, o far partecipare taluni membri di un consiglio a sedute che si tengano in presenza. Tuttavia l'Assemblea federale non potrà tenere elezioni online se i suoi membri non potranno riunirsi fisicamente.
Il dossier, come detto, ritorna ora al Nazionale per appianare l'ultima divergenza rimasta.