Con 108 voti contro 80, la Camera del popolo ha seguito la maggioranza commissionale. "Si tratta di un passo non indifferente" verso l'approvazione della legge, ha dichiarato Greta Gysin (Verdi/TI) a nome della commissione.
In prima lettura, con 114 voti contro 77, il Nazionale aveva esteso il campo di applicazione della legge alle unità decentrate dell'amministrazione federale e, per alcuni disposizioni, alle amministrazioni cantonali se responsabili dell'applicazione della legge federale. Ma, dopo che i "senatori" avevano respinto questa estensione all'unanimità, la commissione del Nazionale ha fatto un passo indietro e ha bocciato una proposta di minoranza che voleva mantenere la divergenza.
La Legge federale sull'impiego di mezzi elettronici per l'adempimento dei compiti delle autorità istituisce la base giuridica per la trasformazione digitale dell'Amministrazione federale, ha sottolineato l'altro relatore commissionale Andri Silberschmidt (PLR/ZH).
Si tratta di un elemento essenziale del progetto Amministrazione digitale svizzera. La legge garantisce la protezione dei dati da un lato e la sicurezza delle interazioni elettroniche dall'altro. Questi due punti essenziali dovrebbero creare fiducia nel sistema tra i cittadini.
Il Consiglio nazionale vuole che l'amministrazione utilizzi, ove possibile, strumenti elettronici. Le autorità devono garantire che i loro servizi siano accessibili a tutta la popolazione.
Con 107 voti a 80 , i deputati non vogliono invece mantenere l'obbligo di consultare i cantoni interessati da possibili convenzioni. "Non lo si ritiene né utile né necessario. Se i comuni vogliono progredire nella digitalizzazione, devono poterlo fare senza che il cantone metta loro bastoni tra le ruote e vi si opponga", ha spiegato Gysin. Una minoranza, guidata da Gregor Rutz (UDC/ZH) avrebbe voluto mantenere l'obbligo di consultazione.
Il Governo prevede di fornire un finanziamento iniziale per gli anni 2024-2027, mentre fino a due terzi dell'importo totale saranno forniti dai Cantoni. I costi totali ammontano a circa 200 milioni di franchi E le unità amministrative avranno tre anni di tempo, e non cinque, per fornire l'accesso ai loro dati.
Il progetto ritorna ora al Consiglio degli Stati per l'appianamento di divergenze minori.