Stando all'autore dell'atto parlamentare, che dovrà ancora essere trattato dal Nazionale, le persone provenienti dall'estero dovrebbero essere in grado di acquistare terreni per questo scopo senza un permesso.
Schmid ha giustificato la sua mozione con la carenza di appartamenti nel suo Cantone, specie in zone turistiche rinomate come Davos o Arosa. A suo parere, questa situazione rende difficile per i gestori di hotel e apparthotel con proprietari per lo più stranieri trovare un numero sufficiente di dipendenti per le posizioni di lavoro stagionali; mancherebbero infatti alloggi a buon mercato per il personale, che rinuncerebbe all'impiego se il santo non vale la candela.
Secondo Schmid, la mozione è la risposta a una sentenza del Tribunale federale che interpreta in maniera a suo dire troppo restrittiva la legge in materia: se in passato l'amministrazione cantonale grigione considerava l'alloggio del personale come parte dell'attività commerciale, oggi la massima corte elvetica ha posto fine a questa pratica. Per questo Schmid chiede una modifica dell'ordinanza sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (OAFE).
Nel corso della discussione in aula, Schmid ha potuto contare sul sostegno di Beat Rieder (Centro/VS), secondo cui la modifica potrebbe essere formulata in modo da ridurre il potenziale di abuso.
Carlo Sommaruga (SP/GE), pur riconoscendo il problema, ha tuttavia dichiarato che città e comuni hanno altre possibilità per garantire un'offerta sufficiente di alloggi. I precedenti allentamenti della "Lex Koller" non sono serviti a questo scopo, ma hanno invece fatto gli interessi degli investitori.
Il Consiglio federale proponeva di respingere la mozione. Già oggi è possibile acquistare appartamenti contemporaneamente a un esercizio commerciale, se ciò è necessario per la gestione di un hotel. Secondo il governo, la soluzione chiesta da Schmid consentirebbe anche a terzi dall'estero di acquistare appartamenti come investimento per poi affittarli al personale di un hotel. Ciò sarebbe in contrasto con la "Lex Koller".