Il calcolo, precisa il deputato vodese nel suo atto, deve in particolare considerare le spese delle assicurazioni per perdita di guadagno, le compensazioni salariali a carico dei datori di lavoro, i costi di sostituzione delle assenze professionali dovute al servizio militare e tutti gli oneri sostenuti dagli uffici federali o dalle imprese vicine allo Stato che non siano coperti dal budget della difesa.
Pointet ha spiegato che i sostenitori di un aumento del bilancio dell'esercito cercano di dimostrare che la Svizzera investe troppo poco in questo settore, in particolare nel paragone con altri Stati. Lo scopo del postulato è quindi permettere di avere un'immagine fedele degli importi usati dalla società elvetica per la sua difesa militare.
A votare contro è stata unicamente l'UDC. Pure lo stesso governo si è detto ben disposto a fornire questa analisi. Secondo il Consiglio federale, infatti, è opportuno un aggiornamento di quella costi-benefici risalente al 2012. Tuttavia, l'elaborazione delle basi necessarie richiederà del tempo. Inoltre, non tutti gli aspetti potranno essere quantificati, per esempio nei casi in cui l'esercito è impiegato per la gestione di minacce importanti e deve proteggere vite umane.