(ats) Il governo deve fornire una panoramica dei costi complessivi dell'esercito. Lo pensa il Consiglio nazionale che oggi, approvando per 157 voti a 50 un postulato di François Pointet (PVL/VD), ha incaricato l'esecutivo, a sua volta in favore della richiesta, di stilare un rapporto sul tema.

Il calcolo, precisa il deputato vodese nel suo atto, deve in particolare considerare le spese delle assicurazioni per perdita di guadagno, le compensazioni salariali a carico dei datori di lavoro, i costi di sostituzione delle assenze professionali dovute al servizio militare e tutti gli oneri sostenuti dagli uffici federali o dalle imprese vicine allo Stato che non siano coperti dal budget della difesa.

Pointet ha spiegato che i sostenitori di un aumento del bilancio dell'esercito cercano di dimostrare che la Svizzera investe troppo poco in questo settore, in particolare nel paragone con altri Stati. Lo scopo del postulato è quindi permettere di avere un'immagine fedele degli importi usati dalla società elvetica per la sua difesa militare.

A votare contro è stata unicamente l'UDC. Pure lo stesso governo si è detto ben disposto a fornire questa analisi. Secondo il Consiglio federale, infatti, è opportuno un aggiornamento di quella costi-benefici risalente al 2012. Tuttavia, l'elaborazione delle basi necessarie richiederà del tempo. Inoltre, non tutti gli aspetti potranno essere quantificati, per esempio nei casi in cui l'esercito è impiegato per la gestione di minacce importanti e deve proteggere vite umane.