(ats) Per l'esercizio, la manutenzione e l'ampliamento a breve termine delle strade nazionali il Consiglio nazionale sta discutendo oggi di due crediti per oltre tredici miliardi di franchi. Durante i dibattiti la maggioranza - 106 voti contro 85 - ha respinto due proposte di rinvio.

Nel dettaglio, 8,8 miliardi di franchi sono previsti per il periodo 2024-2027. Questo credito ha riscosso ampi consensi. La sinistra avrebbe però voluto precisare nella legge che questi investimenti devono realizzarsi "senza ampliamenti di capacità".

Maggiori discussioni ci sono state concernenti i progetti di ampliamento. Il governo ha chiesto lo sblocco di 4,6 miliardi per realizzare cinque grandi progetti (A1 Wankdorf–Schönbühl, A1 Schönbühl–Kirchberg, A1 terza canna della galleria del Rosenberg incluso raccordo con la stazione merci, A2 galleria sotto il Reno di Basilea e A4 seconda canna della galleria di Fäsenstaub).

A questi la competente commissione del Nazionale chiede di aggiungere anche l'ampliamento dell'A1 tra Le Vengeron e Nyon, per un totale di 911 milioni, che il Consiglio federale prevede di attribuire all'Orizzonte realizzativo 2030. "La necessità di intervenire in questa regione è molto forte", ha sostenuto Christian Wasserfallen (PLR/BE) a nome della commissione.

La sinistra avrebbe invece voluto rinviare il progetto al Consiglio federale, che sarebbe stato incaricato di tenere maggiormente conto degli obiettivi della Confederazione in materia di politica ambientale, climatica ed energetica. Un'altra proposta chiedeva di rinunciare agli ampliamenti di capacità per sfruttare meglio le potenzialità esistenti (mobilità intelligente).

"Il traffico è all'origine di circa un terzo delle emissioni di CO2 della Svizzera, e non è costruendo nuove strade che si raggiungeranno gli obiettivi climatici", ha sostenuto Ursula Schneider Schüttel (PS/FR). Bruno Storni (PS/TI) ha criticato il fatto che il progetto non tiene minimamente conto dei progressi tecnologici in materia di gestione intelligente del traffico e del telelavoro.

Diversi deputati, come Matthias Aebischer (PS/BE), hanno affermato che con gli investimenti previsti i problemi non saranno risolti ma solo spostati. Lo si è visto a Mendrisio: con il nuovo svincolo gli ingorghi non sono spariti, ma spostati più a nord, gli ha fatto eco Bruno Storni. "Chi semina più strade, raccoglierà più traffico", ha riassunto Jon Pult (PS/GR).

Il telelavoro non è una soluzione, come dimostra quanto recentemente deciso dal patron di Novartis (che ha imposto restrizioni al lavoro a domicilio perché nuocerebbe all'innovazione, ndr.), ha replicato Thomas Hurter (UDC/SH). Quanto agli aspetti ambientali, il governo ne ha già tenuto conto nel redigere il messaggio, ha aggiunto lo sciaffusano.

Per Marco Romano (Centro/TI), che si è espresso a nome della commissione, "questi progetti sono necessari alla luce della crescita demografica ed economica, nonché per fornire alle generazioni future una rete funzionale e funzionante". Non si tratta di opporre strada e ferrovie, ma bisogna rendersi conto che l'80% degli spostamenti individuali e il 74% del traffico merci avvengono sulle strade, ha precisato Hurter.

Per il consigliere federale Albert Rösti, gli ampliamenti proposti sono necessari poiché le tratte interessate hanno ormai raggiunto il limite della capacità. Tali lavori sono anche indispensabili per evitare spostamenti di traffico verso le strade cantonali, ha aggiunto il ministro dei trasporti.

I dibattiti proseguono con le discussioni di dettaglio. In seguito la Camera del popolo discuterà di un altro progetto legato alla mobilità, i programmi d'agglomerato di quarta generazione per i quali l'esecutivo domanda 1,6 miliardi.