L'iniziativa, lanciata dal comitato denominato Movimento svizzero per la libertà, vuole che gli interventi nell'integrità fisica o psichica di una persona avvengano solo con il consenso di quest'ultima e che, in caso di rifiuto, la persona interessata non possa essere punita né subire pregiudizi sociali o professionali.
Lanciata nel contesto delle prime due ondate di pandemia da coronavirus e dello sviluppo dei vaccini, l'iniziativa intende prevenire qualsiasi obbligo vaccinale "diretto o indiretto". Il testo concerne tutti i vaccini - non solo quelli anti-covid -, ma anche microchip e informazioni digitali nel corpo sotto qualsiasi aspetto.
Ma, come sottolineato da Baptiste Hurni (PS/NE) per la commissione, la formulazione del testo è troppo generica e avrebbe conseguenze indesiderate su numerosi aspetti sociali e politici, a partire dalla coercizione di polizia fino all'esecuzione delle pene o al prelievo di DNA. L'iniziativa passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.