Deflussi minimi
Durante le discussioni odierne, a tenere banco è stata in particolare la questione dei deflussi residuali, ovvero la quantità minima di acqua che deve rimanere nei fiumi. Il Nazionale aveva deciso una loro sospensione fino al 31 dicembre 2035 in caso di approvazione di concessioni per centrali idroelettriche e di ampliamento o rinnovo delle stesse. Gli Stati, che in prima lettura volevano mantenere le disposizioni attuali, hanno oggi approvato con un sol voto di scarto (quello decisivo della presidente della Camera) una proposta di compromesso di Stefan Engler (Centro/GR), che lascia un certo margine di manovra al Consiglio federale.
Nei prossimi 15-20 anni, dovranno essere rinnovate le concessioni delle grandi centrali idroelettriche. Se si applicheranno le nuove disposizioni sui deflussi minimi si avrà un calo della produzione di elettricità di 1,9 fino a 4 Terawattora all'anno, è stato sottolineato in aula. "Se confermiamo nostra decisione precedente, non sarà possibile raggiungere l'auspicato potenziamento delle energie rinnovabili", ha affermato Engler.
La sinistra si è mostrata scettica sulla proposta del grigionese. "Prima di votarla si sarebbe dovuto farla esaminare dalla commissione", ha sostenuto Roberto Zanetti (PS/SO). Per Lisa Mazzone (Verdi/GE), con l'emendamento i problemi all'agricoltura e all'approvvigionamento di acqua potabile causati dalla diminuzione del deflussi residuali non saranno risolti.
Nuovi impianti
Gli Stati si sono poi espressi sulle condizioni quadro relative ai nuovi impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici. I "senatori" hanno seguito il Nazionale decidendo che queste installazioni non possono, come finora, essere realizzate nei biotopi d'importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo.
A questa regola le due Camere hanno introdotto una eccezione: tali impianti potranno realizzati essere in talune zone golenali proglaciali e pianure alluvionali alpine. I "senatori", con 25 voti a 16, hanno poi aggiunto un'ulteriore eccezione: nuovi impianti idroelettrici potranno essere costruiti anche quando il corso d'acqua situato a valle attraversa aree protette, se il torrente sottostà al regime del deflusso minimo.
Inutile l'opposizione della sinistra: Lisa Mazzone ha sostenuto come questa misura sottrarrà acqua ai biotopi, che, sebbene rappresentino solo il 2,17% della superficie della nazionale sono il "cuore della biodiversità". La ginevrina ha poi sottolineato che la Svizzera ha già perso il 90% di queste zone alluvionali.
Per il consigliere federale Albert Rösti questo pericolo non esiste: gli eventuali progetti dovranno infatti in ogni caso essere conformi alla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio. L'emendamento proposto permetterà invece una chiarificazione del diritto ed eviterà ritardi nelle procedure d'approvazione, ha aggiunto.
Obblighi solari
Fra le altre decisioni prese finora, spicca la bocciatura dell'obbligo, deciso dal Nazionale, di installare pannelli solari per tutte le nuove costruzioni e i grandi progetti di ristrutturazione e di rinnovamento. Si tratta, secondo il relatore commissionale Beat Rieder (Centro/VS), di un'ingerenza eccessiva nella proprietà privata e nella sovranità dei Cantoni.
Per gli Stati l'obbligo deve valere solo per i grandi nuovi immobili, ossia quelli che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati, così come prevedono le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno. I Cantoni potranno però estendere tale obbligo agli edifici più piccoli.
Con 23 voti a 19, gli Stati hanno invece respinto l'obbligo proposto dal Nazionale di coprire con pannelli solari le superfici di parcheggio di veicoli a partire da una determinata dimensione.
I dibattiti proseguono.