(ats) Per il periodo 2025-2028, la Confederazione intende mettere a disposizione per l'educazione, la ricerca e l'innovazione, 29,7 miliardi di franchi.

Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale inviando per la prima volta in consultazione - fino al 24 settembre - un progetto legislativo (messaggio ERI) in tal senso. La versione definitiva dovrebbe venir trasmessa alle Camere nel febbraio 2024.

Affidabile e orientata sul lungo periodo, la promozione ERI è una delle colonne portanti del successo elvetico, specie in campo economico, spiega una nota governativa. E con questo nuovo messaggio, il governo vuole fare in modo che la Svizzera mantenga una posizione di spicco nei settori della formazione, della ricerca e dell'innovazione.

Per questo il settore godrà di un tasso di crescita nominale del 2%. Tuttavia, tenuto conto dell'attuale situazione finanziaria difficile, il tetto massimo di spesa potrà essere sfruttato completamente solo in caso di evoluzione positiva delle finanze federali.

Concretamente, l'esecutivo intende sottoporre 12 decreti al parlamento che serviranno a finanziare alcune misure nei settori della formazione professionale e della formazione continua per far fronte anche alla carenza di manodopera specializzata, delle scuole universitarie nonché nella promozione della ricerca e dell'innovazione.

Sono invece esclusi dal messaggio i crediti vincolati mediante accordi internazionali o che saranno oggetto di richieste specifiche al parlamento (programmi di ricerca e innovazione dell'UE e misure transitorie per compensare la mancata associazione). Anche i fondi per la ricerca del settore pubblico - la ricerca avviata dall'Amministrazione federale e in parte condotta autonomamente - saranno richiesti al di fuori del messaggio ERI dalle unità amministrative competenti.