(ats) I rischi economici legati alle imprese di rilevanza sistemica del settore elettrico vanno limitati. Lo ritiene il Consiglio nazionale, che oggi ha tacitamente adottato una mozione della "senatrice" Eva Herzog (PS/BS), già approvata dagli Stati lo scorso mese di dicembre.

L'atto, sostenuto pure dal governo al quale ora verrà trasmesso, si ispira alla normativa "too big to fail" del settore bancario, introdotta dopo la crisi finanziaria del 2007-2008, e chiede di ricorrere a una regolamentazione simile anche nel ramo elettrico.

I recenti dibattiti sulla nuova legge federale sul salvataggio di queste aziende hanno evidenziato una certa opacità e un margine di manovra insufficiente da parte della Confederazione nei confronti delle imprese energetiche di rilevanza sistemica, sottolinea Herzog nella sua mozione. È necessario limitare i rischi che esse fanno correre all'economia elvetica ed evitare che lo Stato debba intervenire, aggiunge.

La soluzione adottata durante la sessione autunnale è limitata al 2026 e deve essere sostituita da una legge permanente, prosegue la basilese. A tale scopo Herzog propone di stipulare contratti a medio e lungo termine con le imprese che assolvono una missione di servizio pubblico. Vanno regolamentati anche i requisiti sui fondi propri e sulla liquidità e la trasparenza migliorata.

In base all'atto parlamentare, le imprese del settore elettrico sono considerate di rilevanza sistemica se hanno la loro sede in Svizzera, hanno impianti con una potenza installata di almeno 1500 megawatt e partecipano a mercati organizzati dell'elettricità. Le misure dovranno essere proporzionate e tenere conto delle conseguenze per le società interessate.