Evento eccezionale
In apertura di dibattiti, il relatore commissionale Philipp Bregy (Centro/VS) ha ricordato l'eccezionalità della decisione che il Parlamento è chiamato a prendere. Benjamin Roduit (Centro/VS) ha parlato di "un evento storico per il nostro Paese". "Si tratta di una decisione rara ma opportuna, data l'importanza della crisi e delle somme in gioco", ha aggiunto l'altro relatore Damien Cottier (PLR/NE).
Il neocastellano ha poi detto che "non bisogna sbagliare bersaglio: gli errori sono stati commessi in primo luogo dai dirigenti della banca, non dalle autorità". "Il Parlamento ha un ruolo di vigilanza sulle autorità federali o sugli organismi cui sono stati delegati dei compiti, non sulle imprese private, anche se mal gestite", ha puntualizzato Cottier. È comunque "legittimo e necessario" verificare se le autorità hanno lavorato correttamente e, nel caso contrario, valutare i miglioramenti da apportare.
Spiegando la decisione del suo gruppo a favore della Commissione d'inchiesta, Tiana Moser (PVL/ZH) ha affermato che solo una CPI "dispone degli strumenti e delle risorse necessarie" per far luce sull'accaduto. "Se i principali colpevoli di questa debacle sono da ricercare nel CS stesso, in ultima analisi si tratta anche di un fallimento della regolamentazione dei mercati finanziari", ha sostenuto la Verde liberale.
Chiarire le responsabilità
Philipp Bregy ha poi illustrato in dettaglio all'emiciclo gli obiettivi della CPI: analizzare il ruolo delle autorità in relazione agli eventi degli ultimi anni che hanno portato alla crisi del Credit Suisse e chiarire le responsabilità del Consiglio federale, dall'Amministrazione federale e da altri enti incaricati di compiti federali in relazione alla fusione d'urgenza di UBS con il Credit Suisse, come la FINMA, senza dimenticare la BNS e le società di revisione.
In termini temporali, la CPI - che sarà dotata di un budget di 5 milioni di franchi - dovrà risalire come minimo al momento dall'annuncio della strategia di ristrutturazione del CS del luglio dello scorso anno. È tuttavia probabile che si debba tornare indietro di diversi anni. Non si può infatti escludere che le indagini debbano risalire al salvataggio di UBS nel 2008, ha precisato Bregy.
Del resto, ha aggiunto il vallesano, il mandato che sarà affidato alla CPI è volutamente stato formulato in modo aperto. Questo aspetto è stato accolto positivamente in particolare da Eric Nussbaumer (PS/BL): "Il gruppo socialista è dell'opinione che occorrerà rivoltare ogni pietra debba e guardare in ogni angolo". La CPI è l'unico strumento che ci permette di comprendere quanto accaduto nel lungo periodo e ad adottare le necessarie misure correttive, ha aggiunto Roduit.
Philipp Bregy ha poi brevemente evocato il contenuto del decreto federale che istituisce la CPI: quest'ultima, ha indicato, dovrà controllare se sono stati rispettati i requisiti di legge. Dovrà anche verificare se la condotta era appropriata per raggiungere gli obiettivi. Allo stesso modo, è necessario esaminare se le linee guida, le condizioni quadro e i regolamenti erano appropriati.
Ciò concerne in primo luogo le autorità e gli altri enti ad esse legati. Bisognerà anche verificare come si sono comportate le terze parti, ossia le banche: "Hanno agito in modo legittimo?", si è chiesto Bregy. Come per ogni CPI, i risultati saranno pubblicati in un rapporto che sarà presentato al Parlamento. Questo, oltre a fornire informazioni su eventuali responsabilità e lacune istituzionali, proporrà misure necessarie per correggere il tiro.
Non deve ripetersi
Lo scopo di tutta questa manovra è "evitare che tra qualche anno ci ritroviamo in questa sala e scopriamo che le nostre decisioni, le nostre misure non sono state efficaci", ha sostenuto Bregy. Il fatto che l'istituzione della CPI è caldeggiata all'unanimità "dimostra al Paese che stiamo facendo di tutto per garantire la sicurezza e per risolvere i problemi", ha detto il vallesano.
Per Maja Riniker (PLR/AG) è necessario "fare tutto il possibile per ridurre drasticamente il rischio che un evento di tale portata si produca nuovamente". Per l'argoviese quanto accaduto è stato uno "shock: per noi, per la nostra popolazione, per i dipendenti del Credit Suisse e per la piazza finanziaria; non solo quella svizzera, ma anche quella internazionale".
"Che una cosa del genere non dovesse mai più accadere lo avevamo già detto nel 2008 con il salvataggio di UBS", ha detto da parte sua Aline Trede (Verdi/BE). Allora fu elaborata la regolamentazione "too-big-to-fail", ora si tratta di vedere se questa normativa si è rilevata insufficiente o se è stata applicata in modo sbagliato, ha aggiunto la bernese.
"Già ai tempi della crisi di UBS l'UDC aveva detto che le disposizioni "too-big-to-fail" non avrebbero funzionato in caso di crisi", ha sostenuto Thomas Aeschi (UDC/ZG). Per il consigliere nazionale zughese la CPI dovrà rispondere a tante domande: la FINMA e la BNS hanno sempre fornito informazioni concrete e veritiere? Perché il Consiglio federale non ha applicato le leggi esistenti - in particolare la normativa "too-big-to-fail"? Quale ruolo ha svolto la FINMA nei vari scandali e procedimenti relativi al Credit Suisse? Perché la FINMA non ha reagito in tempo e con misure adeguate? Quali responsabilità hanno gli attuali e gli ex membri del consiglio di amministrazione e della direzione del Credit Suisse?
Nel suo intervento, il consigliere federale Alain Berset ha detto che il governo "è consapevole che l'acquisizione del Credit Suisse da parte di UBS ha suscitato forti reazioni". L'esecutivo, ha proseguito il presidente della Confederazione, "comprende e condivide la necessità di una piena trasparenza sul ruolo dei vari attori coinvolti negli ultimi anni e sugli eventi che si sono susseguiti in questo caso". Per questi motivi il Consiglio federale sostiene l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta, ha concluso Berset assicurando al Parlamento "la sua piena collaborazione del governo".
Quinta CPI
La Cpi è il più forte strumento di controllo parlamentare ed è stato finora istituita solo in quattro occasioni: sulla vicenda dei Mirages (1964), sulle dimissioni di Elisabeth Kopp (1989), sullo scandalo delle schedature (1990) e sulla cassa pensione federale (1995).
Dotata di una propria segreteria, la CPI consta di un ugual numero di membri di ciascuna Camera - sette nel caso presente -, designati dall'Ufficio rispettivo. Al pari della Delegazione delle Commissioni della gestione e Delegazione delle finanze, la CPI può interrogare testimoni, prendere visione dei verbali e dei documenti relativi alle sedute del Consiglio federale e far capo a inquirenti per l'assunzione delle prove.