In aula, al momento della decisione sopraggiunta dopo un dibattito appassionato, hanno quindi prevalso i voti di UDC, PS e PLR, contrari a uno stop che avrebbe richiesto ancora lunghi lavori e prorogato un dossier che va invece affrontato subito, nonostante al sua mole e complessità.
La nuova legge mira a semplificare le procedure e le tariffe, nonché ad implementare il processo di digitalizzazione già in corso. Altri elementi della normativa riguardano l'organizzazione delle dogane e i suoi futuri poteri. Secondo la commissione preparatoria, che propugnava il rinvio, la fusione fra dogane e guardie di confine, l'ingerenza nella sovranità delle varie polizie cantonali e la protezione dei dati hanno suscitato critiche e sono tutti aspetti problematici che richiedono riflessioni più approfondite.
A nome della commissione, Markus Ritter (Centro/SG) ha parlato di un progetto mastodontico che comporta la modifica di ben 57 leggi. "Non abbiamo mai dovuto occuparci di un progetto di legge di questa portata prima d'ora", ha spiegato. Una discussione approfondita non è stata possibile a causa di numerosi punti aperti che devono ancora essere esaminati, ha aggiunto Ritter.
Il Centro, i Verdi e I Verdi liberali hanno perorato il rinvio. "Questo progetto è un pasticciato", ha dichiarato in aula Franziska Ryser (Verdi/SG). La bocciatura, a suo avviso, darebbe alla "ministra" delle Finanze Karin Keller-Sutter l'opportunità di correggere gli errori del suo predecessore Ueli Maurer. Frattanto, si è registrato almeno un piccolo passo avanti: il tanto contestato Christian Bock, ex capo dell'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza delle frontiere, ha lasciato il suo posto.
"È invece giunto il momento di semplificare", ha risposto ai critici Daniela Schneeberger (PLR/BL). "Con un rinvio perdiamo solo tempo e denaro". Prisca Birrer-Heimo (PS/LU) ha aggiunto che gli aspetti critici del dossier sono stati nel frattempo chiariti grazie a un gruppo di lavoro istituito dal Consiglio federale. Anche le associazioni del personale hanno potuto constatare passi avanti. Insomma, nonostante "il molto lavoro che ci attende, la sfida è fattibile".
Nel suo intervento, Karin Keller-Sutter ha affermato che il disegno di legge rivisto chiesto dalla commissione preparatoria richiederà del tempo e che, prima di giungere sui banchi del parlamento, dovrà essere fatta una nuova consultazione. Insomma, un nuovo progetto non fattibile da un giorno all'altro, ha spiegato Keller-Sutter: ci vorranno almeno 2-3 anni prima di poterne parlare di nuovo.