La petizione, che consta di 16'914 firme, è sostenuta da un'alleanza composta dal Partito socialista (PS), dal sindacato Unia e da più di 80 organizzazioni, si legge in un comunicato odierno del gruppo d'intesa.
L'iniziativa parlamentare "la povertà non è un crimine", presentata nel 2020 dalla consigliera nazionale Samira Marti (PS/BL), chiede che, dopo un soggiorno di dieci anni in Svizzera, il fatto di percepire gli aiuti sociali non sia motivo di espulsione degli stranieri dal Paese.
Come comunicato dalla parlamentare ai media a Berna, "l'inasprimento della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl) avvenuto nel 2019 ha spinto diverse persone senza passaporto svizzero a rinunciare agli aiuti sociali per paura del rinvio al loro paese natio"
La modifica proposta dall'iniziativa di Marti "è necessaria", ha dichiarato Christoph Eymann, presidente della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS). La Svizzera è obbligata ad aiutare le persone che, per diverse ragioni, non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento e ciò è previsto dalla Costituzione federale, ha dichiarato l'ex parlamentare federale Eymann.
Il Consiglio degli Stati si esprimerà in merito lunedì prossimo, mentre il Consiglio nazionale aveva accolto l'oggetto lo scorso settembre.