Più in dettaglio, il Consiglio federale intende recepire il cosiddetto pilastro tecnico del quarto pacchetto ferroviario dell'UE, che armonizza le procedure a livello europeo. Questa nuova norma comunitaria permette di evitare che i nuovi treni vengano omologati separatamente in ognuno degli Stati in cui sono destinati a circolare. Da metà giugno 2019 la competenza per le omologazioni del materiale rotabile per il traffico transfrontaliero è così passata all'ERA, che rilascia certificati di sicurezza unici.
Il Consiglio federale vuole che anche la Svizzera venga coinvolta, in modo da agevolare le imprese e i passeggeri e rafforzare il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla rotaia. A tale scopo, il Consiglio degli Stati ha adottato oggi una modifica in tal senso della Legge federale sulle ferrovie.
La semplificazione delle procedure di omologazione del nuovo materiale rotabile ridurrà l'onere amministrativo, costerà meno e sarà più veloce, ha rilevato il ministro dei trasporti Albert Rösti.
L'adeguamento necessita una modifica dell'Accordo sui trasporti terrestri tra la Svizzera e l'UE. Tuttavia, dal momento che la questione istituzionale non è stata risolta, tale dossier potrebbe essere ancora bloccato. "Ma è ragionevole andare avanti, anche se la legge non potrà entrare in vigore subito", ha aggiunto Rösti.
Nel dibattito dettagliato la sinistra avrebbe voluto che l'UFT mantenesse delle competenze per evitare un indebolimento del diritto di ricorso delle organizzazioni di aiuto alle persone disabili, ma una proposta in tal senso è stata nettamente bocciata. La maggioranza ritiene infondati tali timori. Ciò rimetterebbe in questione gran parte delle omologazioni semplificate, ha rilevato Rösti.
Le omologazioni e i certificati che concernono esclusivamente la rete ferroviaria svizzera continueranno invece ad essere rilasciati dall'Ufficio federale dei trasporti.