Nel giustificare il proprio "no" alla mozione, la maggioranza ha sostenuto che, dal momento dell'inoltro dell'atto parlamentare nel 2020, sono successe molte cose: ad esempio, ora è possibile estendere il termine di un anno per lasciare la Svizzera affinché la persona colpita dal provvedimento possa completare il tirocinio.
Inoltre, dal 1° marzo 2019 le procedure per l'esame delle richieste di asilo seguono un iter accelerato. Di regola, una decisione di primo grado viene presa entro tre mesi. Insomma, il problema evocato nella mozione non dovrebbe più presentarsi in futuro.