(ats) Occorre cominciare seriamente a pianificare la prossima Esposizione nazionale. È il parere del Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione che domanda al Consiglio federale di attivarsi.

Concretamente, se anche il Consiglio nazionale darà il suo benestare, il Governo dovrà fissare le condizioni quadro per la prossima Esposizione nazionale, che si terrà nel prossimo decennio. L'esecutivo dovrebbe in particolare definire una procedura di selezione entro l'estate 2026, qualora i vari progetti attuali non dovessero accordarsi.

Berna dovrebbe inoltre rendere nota la sua volontà di finanziamento del progetto scelto entro la fine del 2026, e non entro il 2028 come annunciato dallo stesso esecutivo in marzo. La decisione governativa corrisponde de facto alla sospensione dei singoli progetti per un periodo di cinque anni, afferma l'atto parlamentare.

La prima Expo si tenne nel 1883 a Zurigo, a cui seguirono nel 1896 Ginevra, nel 1914 Berna, nel 1939 nuovamente a Zurigo e nel 1964 a Losanna; si tratta di manifestazioni organizzate all'incirca una per generazione. L'ultima, l'Expo.02 a Bienne (BE), Morat (FR), Neuchâtel e Yverdon (VD), aprì le porte il 14 maggio di ventuno anni fa.

Per la settima Expo, che potrebbe quindi tenersi dal 2030 in poi, ci sono già vari progetti. Ad esempio, Svizra27 è una mostra nazionale della Svizzera nordoccidentale sostenuta dai cantoni di Argovia, Soletta, Giura e Basilea.

Nexpo, invece, riunisce le dieci maggiori città svizzere e i comuni di 17 cantoni. X27 è un progetto per una mostra nazionale presso l'aeroporto di Dübendorf (ZH), che abbraccia l'intero Paese e l'intera società. Nell'ottobre scorso questi due progetti hanno firmato una dichiarazione di cooperazione, che apre la via a una candidatura comune.

Dal canto loro, con Muntagna, i cantoni Vallese, Berna, Grigioni, Uri e Ticino vorrebbero organizzare un'Expo decentralizzata in tutta la regione alpina sull'arco di diversi anni.