Il Consiglio nazionale ha per due volte tentato di inserire nella legge l'obbligo, a partire dal 2030, di coprire con tetti dotati di impianti solari i parcheggi. In prima lettura aveva proposto che tale vincolo sia valevole per i posteggi all'aperto permanenti con una superficie superiore a 250 m2 e quelli già esistenti di almeno 500 m2.
In seconda lettura la Camera del popolo si era mostrata meno restrittiva, portando tali limiti a rispettivamente 500 m2 e 1000 m2. Invano: oggi, come detto, i "senatori" hanno nuovamente detto di "no".
Nelle sedute precedenti, le due Camere avevano invece trovato un accordo in merito a uno dei punti più controversi del dossier, ovvero l'obbligo di installare pannelli solari sui tetti o le facciate.
Inizialmente il Nazionale voleva un obbligo generale (ossia tutti i nuovi edifici che si prestano e quelli che subiscono ristrutturazioni importanti), vista l'opposizione degli Stati ha però deciso di limitare tale vincolo agli immobili nuovi che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati (così come prevedono del resto le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno).
Per quanto riguarda i deflussi minimi, altro argomento spinoso del dossier, oggi gli Stati, con 30 voti a 14, si sono allineati al Nazionale decidendo che l'allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche vale sarà possibile solo in caso di penuria. Daniel Fässler (Centro/AI) ha invano proposto di mantenere la soluzione precedente che considerava anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione e importazione.
Il progetto torna al Consiglio nazionale. Qualora non dovesse allinearsi completamente alla versione uscita oggi dagli Stati, sarà necessario ricorrere a una conferenza di conciliazione.