(ats) La Confederazione dovrà sostenere l'industria elvetica dell'acciaio e dell'alluminio nel riciclaggio dei metalli, confrontata con elevati prezzi dell'energia. È quanto chiede una mozione del "senatore" Roberto Zanetti (PS/SO) approvata oggi - con 119 voti contro 56 e 14 astenuti - anche dal Consiglio nazionale.

Nella sua mozione Zanetti sostiene che i produttori nazionali di acciaio e alluminio, come anche le fonderie, siano in grave svantaggio rispetto ai concorrenti stranieri. I motivi sono le misure governative nell'area UE volte a sostenere la decarbonizzazione e gli alti prezzi dell'energia.

Il risultato? I margini sono ormai così bassi che i produttori svizzeri non riescono più a coprire i costi di manodopera e di produzione. La posta in gioco è la salvaguardia della spina dorsale industriale della Svizzera. Si tratta anche di garantire i relativi posti di lavoro, ha affermato Cédric Wermuth (PS/AG).

La minoranza, sostenuta anche dal Governo, ha chiesto di non creare programmi specifici per certi settori, poiché questo comporterebbe disparità di trattamento rispetto ad altri. Se le imprese vengono sgravate, i costi aumenteranno per le famiglie, ha sostenuto Guy Parmlein.

Non servono nuove sovvenzioni, ma migliori condizioni quadro, ha aggiunto il ministro dell'economia. I prezzi dell'energia sono inoltre tornati a un livello normale, ha aggiunto, invano, il relatore commissionale Fabio Regazzi (Centro/TI).